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30 luglio 2012

Grasse 2

Rivalutazione piena di Grasse! Dal nostro nido delle aquile, alias hotel Mandarina Confort, scendiamo in centro per una serie di scalette e troviamo una città viva, colorata e vivace. La prima visita, gratuita, é al museo-fabbrica-profumeria Fragonard: la visita è anche guidata in francese, inglese e forse in spagnolo. Scegliamo il francese anche se la gentile signora parla in fretta e qualcosa ci sfugge, ma non l'essenziale: ci vuole una tonnellata di fiori (se sono rose una tonnellata di petali) per un litro di profumo, ci vogliono 2 anni di studi per imparare a riconoscere circa 500 essenze e diventare un "naso" e comporre una fragranza è come comporre un brano musicale. I contenitori in alluminio conservano un profumo per 10 anni e se vogliamo possiamo comprare quel che vogliamo. Buona tecnica di vendita, se non sei obbligato non resisti alla tentazione di prendere qualcosa, così compro la boccetta più piccola (15 ml) di profumo femminile, linea naturale (essenza Etoile) e due confezioni di uova-saponette. Più tardi aggiungerò un piccolo vaporizzatore da viaggio assolutamente imperdibile.

 La visita alla città e' rilassante, anche se dover stare qui fino a sera è un bel problema perché la salita all'albergo sotto il sole e' improponibile. L'idea geniale di Grasse é la "siesta profumata": un giardinetto con ombra e vento con tante sdraio in legno sul quale a tratti viene sbuffato un lieve profumo. Una delizia per il turista affaticato. 

Mangiamo un'insalatona a pranzo, ci concediamo un giro turistico con il trenino per far passare il tempo e infine cenetta a base di pesce nella place Aux Aires. Al ritorno in hotel scopriamo che si é guastato il lettore delle carte di credito e che dovremo pagare in contanti l'esoso parcheggio e le prime colazioni. Nonostante il posto panoramico, zero babà al Mandarina. Ma domani si parte!




permalink | inviato da ludus49 il 30/7/2012 alle 23:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



29 luglio 2012

Grasse 1

Partenza da Bellamonte alle 8:30 secondo programma. La signorina Tom Tom della Qubo conosce perfettamente la destinazione, città, strada, numero civico, latitudine e longitudine, ma non il nome dell'albergo. Pazienza.

Dopo Desenzano, sul lago di Garda, c'e un raro autogrill (Campagnola?) con panchine e tavolini sotto gli alberi e delizioso freschetto, peccato che é presto per mangiare. Quando si fa l'ora giusta ci tocca una sosta con sole cocente e 40 gradi all'ombra.

Brescia, Piacenza, Stradella, Costeggio, Voghera e viene spontaneo fischiettare la Topolino amaranto. Ogni volta che ci fermiamo la Tom Tom aggiorna l'ora di arrivo, "causa traffico" , dice lei che non concepisce altre ragioni di rallentamento.

Si scende verso la Liguria con il consueto spettacoloso ambiente circostante anche se il tempo é loffio e bigio. Liguria bellissima e lunghissima, ma poi il confine e la France arrivano quasi senza preavviso: un attimo prima sei in Italia e un attimo dopo in Francia. W l'Europa!

Sosta gradevole all'area di sosta "La Scoperta"

I francesi non hanno mai cambiato quel metodo scassaballe di pagare i pedaggi a rate, a pochi euro per volta, anche se il getto nel cestino ha il suo lato divertente.

Eccola la deviazione per Grasse, all'altezza di Cannes! In fondo sono solo una ventina di chilometri, ma la signorina Tom Tom fa la gradassa e ci fa inerpicare nel centro città abbarbicato in collina. Ci porta comunque a destinazione all'hotel Mandarina Confort (sic) che ha, come promesso, una vista ineguagliabile sul golfo di Cannes, ma anche un concentrato mai visto di barriere architettoniche. Il trolley diventa presto pesantissimo e, ad ogni ulteriore rampa di scalette, penso a quanto avrebbe protestato mia mamma.

Basta, ora siamo in camera e possiamo goderci il panorama, al caldo. D'altra parte è un due stelle, non è il caso di fare i sofistici. L'hotel è un vecchio convento dai muri spessissimi, assolutamente insensibile al wi fi, ma pare che Internet ci sia nel giardinetto dove domani abbiamo intenzione di fare colazione. Dopo un meritato riposo scendiamo in città. Sembra deserta e fatiscente, musei (del profumo) chiusi, casinò aperto, un bel parco vista mare e zero bar e ristoranti. O meglio, ci sono ma sono mestamente, disperatamente chiusi. Quando pensavamo ormai di digiunare, invece, arriviamo a place Aux Aires, il segreto cuore pulsante di Grasse in cui contiamo 5 (5!) ristorantini o brasserie all'aperto. Rinfrancati dalla scoperta e dal venticello fresco ci pappiamo un bel piatto di scampi alla griglia (38,40 eurini) . Ritorno in salita al nostro eremo e buonanotte con Montalbano doppiato in francese.




permalink | inviato da ludus49 il 29/7/2012 alle 23:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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